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Il Biologico

La produzione biologica è un sistema globale di gestione dell' azienda agricola e di produzione agroalimentare basato sull' interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali, l'applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e una produzione confacente alle preferenze di taluni consumatori per prodotti ottenuti con sostanze e procedimenti naturali. Il metodo di produzione biologico esplica pertanto una duplice funzione sociale, provvedendo da un lato a un mercato specifico che risponde alla domanda di prodotti biologici dei consumatori e, dall' altro, fornendo beni pubblici che contribuiscono alla tutela dell' ambiente, al benessere degli animali e allo sviluppo rurale." - (Dal Reg. CE 834/2007 , vedi Diventare Azienda Bio ).

EuroFoglia_nuovo logo UE per il bio dal 1° lug. '10

Vecchio logo comunitario per i prodotti biologici.

 Dal 1° luglio 2010  i consumatori di tutta Europa potranno riconoscere un prodotto biologico grazie ad Eurofoglia, il nuovo logo scelto dai  cittadini dell'UE, che sostituisce il vecchio logo, quello tondo con la spiga circondata da 12 stelle:

 

Il "Biologico" in Basilicata

Con circa il 12% della superficie agricola utilizzata destinata ad agricoltura biologica (poco meno di 100 mila ettari), la Basilicata si colloca fra le regioni con il più elevato e variegato potenziale, dati i diversi orientamenti produttivi delle aziende convertite. Negli ultimi anni l'andamento delle iscrizioni all’Elenco Regionale  dei trasformatori e dei produttori biologici (istituito con la prima legge regionale sull'agricoltura biologica, la n. 12 del 1993; La legge attualmente vigente è la n. 14 del 1999 ) ha subito notevoli variazioni. Il numero degli iscritti è passato da poco più di 500 nel 2.000, a circa 5.400 produttori nel 2009 ai circa 1400 del maggio 2011 ( vedi grafico ). L'evoluzione degli operatori interessati a questo metodo di produzione è imputabile a vari fattori: il principale, quando gli incentivi economici derivanti dall'applicazione della Politica Agricola Comunitaria non sono interessanti, è l’opportunità che offre la certificazione biologica di mantenere o conquistare nuovi spazi di mercato. La distribuzione territoriale delle aziende e è abbastanza ramificata e coinvolge tutto il territorio regionale, con concentrazioni maggiori dove le possibilità di commercializzazione e valorizzazione delle produzioni sono più frequenti (es. nel Metapontino) ed in quelle aree ove il sostegno finanziario della Nuova Politica Agricola Comunitaria al metodo biologico ed a particolari colture sono maggiori, come è stato, ad esempio, il caso dei cereali nelle colline Materane. Si evince, quindi, il passaggio alla fase di “maturità”, sia dei produttori che del mercato, con una selezione “fisiologica” di chi garantisce le migliori prestazioni.
Alcuni imprenditori lucani si sono resi conto che il mercato del bio non è più una piccola nicchia e rappresenta l’unico segmento dell’agroalimentare italiano con tendenza alla crescita. Alcune aziende che hanno puntato alla certificazione biologica delle proprie produzioni, hanno saggiato con soddisfazione il mercato, trovandosi pronte a soddisfare l’accresciuta domanda, in particolare di cereali (in alcune annate) e ortofrutta.
Nonostante il calo del numero totale degli iscritti all’albo, si osserva un ricambio delle aziende, e a fronte delle cancellazioni si rilevano nuove aziende che si registrano.