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Apicoltura

I prodotti dell’alveare possono essere commercializzati con la denominazione “ da agricoltura biologica” solamente se l’allevamento è stato condotto conformemente al metodo biologico per almeno 12 mesi. In ogni caso, il periodo di conversione si considera concluso quando tutta la cera dei favi del nido è stata sostituita con cera biologica, sostituzione che deve avvenire al massimo in tre anni e nel primo anno si deve provvedere alla sostituzione di almeno il 50% dei favi del nido.  Immagine2_apicol
Nel caso gli apiari vengono utilizzati per effettuare il servizio di impollinazione su colture convenzionali, gli alveari sono biologici, ma il prodotto non può essere venduto con la denominazione di prodotto da agricoltura biologica.

Origine delle api

La razza da privilegiare è la “Apis mellifera ligustica” e i suoi ecotipi locali. Gli apiari devono provenire da unità conformi alle norme del metodo biologico, ma si può chiedere la deroga all’Organismo di controllo per convertire gli apiari esistenti nell’unità di produzione.
In casi eccezionali, come elevata mortalità a causa di problemi sanitari e catastrofi è possibile chiedere la deroga per utilizzare sciami provenienti da apicoltura convenzionale rispettando però il periodo di conversione.
E’ possibile inoltre introdurre nell’apiario il 10% all’anno di sciami provenienti da apicoltura convenzionale a condizioni che siano collocati in alveari provenienti da unità di produzione biologica e in questo caso non si applica il periodo di conversione.

In particolare, l’apiario deve essere ubicato in un luogo tale che le fonti di bottinaggio delle api in un raggio di almeno 3 Km siano costituite da produzioni soggette al regime di produzione biologico o flora spontanea.
Le autorità hanno facoltà di designare le regioni e le zone in cui non è praticabile un tipo di apicoltura compatibile con i requisiti della normativa biologica. In mancanza di tale designazione, l’apicoltore è tenuto a fornire adeguate prove documentali, analisi incluse, per dimostrare che le aree di bottinatura accessibili alle sue colonie rispondono ai criteri previsti dalla normativa biologica.
La normativa si applica a tutte le unità apicole di una medesima area.

Nutrizione delle api

La nutrizione artificiale delle colonie è autorizzata per la sopravvivenza dell’a lveare e in condizioni climatiche avverse, preferibilmente con miele biologico della stessa unità biologica o con sciroppo e/o melassa di zucchero biologico. La nutrizione artificiale è autorizzata solo tra l’ultima raccolta di miele e 15 giorni prima dell’inizio della bottinatura.
Profilassi e cure veterinarie La profilassi e la cura dell’apiario si basa sulla prevenzione. Nel caso in cui le colonie o le famiglie si ammalino bisogna isolarle immediatamente in appositi apiari.
E’ vietato l’uso di medicinali veterinari allopatici ottenuti per sintesi chimica, se non sotto la responsabilità di un veterinario per i prodotti autorizzati nel nostro Paese. Sono autorizzati tutti i trattamenti veterinari e i trattamenti per arnie e favi che sono obbligatori ai sensi della normativa vigente. Nel caso siano stati necessari dei trattamenti con prodotti di sintesi chimica le colonie devono essere isolate, la cera deve essere sostituita con cera biologica e le colonie devono essere sottoposte ad un periodo di conversione di un anno.