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Riepiloghi climatici
Anche il 2009, per il verificarsi di eventi anomali, fornisce molti elementi di discussione relativi al “Global change”. Infatti, l’analisi dei dati e la proiezione di alcuni modelli climatici a scala globale, indicano che l’area mediterranea è particolarmente sensibile al cambiamento climatico. Le serie storiche di temperatura e precipitazione dell’ultimo secolo, indicano che il clima in Italia sta diventando più caldo e più secco, in particolare al centro-sud, con la tendenza all’aumento di periodi siccitosi, di forti escursioni termiche, delle precipitazioni intense e dell’erosione suoli. Il monitoraggio di questi fenomeni a scala regionale, è una attività in capo all’Agenzia che, in con la collaborazione con la Metapontum Agrobios, attraverso una rete di 41 stazioni agrometeorologiche automatiche, esegue quotidianamente, trovando applicazioni e finalità anche extragricole.
Dall’analisi dei dati rilevati dalla rete SAL, gli elementi salienti che hanno caratterizzato il 2009 si possono così sintetizzare:
  • Inverno freddo e piovoso;
  • Primavera molto variabile e piovosa;
  • Estate inizialmente piovosa, poi calda e siccitosa;
  • Autunno variabile e con precipitazioni abbondanti.
L’inverno è stato ricco di precipitazioni; infatti, da molti è stato considerato il più piovoso e nevoso degli ultimi 50 anni. In particolare, la prima parte del periodo è stata caratterizzata da elevata variabilità, con “poco freddo” e abbondanti precipitazioni. Nel primo bimestre sono caduti quantità comprese fra i 150 mm della fascia jonica ai 600 mm della fascia tirrenica. Inoltre, in febbraio (dal 13 al 25) c’è stato vistoso calo delle temperature, con valori inferiori alle medie stagionali di 4-5°C, e minime che sono scese al di sotto dello zero in tutta la regione, con neve a quote superiori agli 800-1000 m.
La primavera, marzo in particolare, ha avuto più sembianze invernali che primaverili, con temperature al di sotto della media ( 3-4°C) e precipitazioni molto abbondanti che sono state a carattere nevoso tra il 18 e il 21. Aprile è trascorso sostanzialmente in linea con il periodo precedente.
Secondo una elaborazione di un Istituto di Ricerca Italiano, l’ISAC-CNR, nel periodo compreso fra novembre 2008 e aprile 2009, in Italia non aveva piovuto così tanto negli ultimi 200 anni.
Dal mese di maggio, “l’arrivo” della primavera, con le temperature che sono aumentate a partire dalla II a decade, raggiungendo valori massimi compresi fra i 25 ed i 30°C (Metapontino e Lavellese).
La prima vera ondata di caldo è stata registrata nella III a decade di giugno, nel periodo precedente hanno prevalso la variabilità e le frequenti piogge. Un miglioramento stabile del tempo si è registrato solo a partire dalla II a decade di luglio, causando non pochi disagi per la raccolta dei cereali. Nella fig. 1, si riporta la quantità di pioggia registrata a giugno a livello regionale che è risultata essere abbondantemente superiore alla media del trentennio 1971-2001.
Fig.1
precipitazioni giu 2009
Il bel tempo si è protratto per tutto il mese di agosto con temperature massime quasi ovunque comprese fra i 35 ed i 38°C.
Nella seconda decade di settembre, sono riprese le piogge, in alcune zone abbondanti e violente che insieme al calo delle temperature, hanno chiuso definitivamente la porta all’estate. Da segnale il brusco calo della temperatura (circa 10°C) verificatosi nella II a decade di ottobre, con valori di temperatura minima che nelle aree interne è scesa anche al di sotto dello zero e comunque non al di sopra dei 6-7°C. Nel periodo successivo, e per quasi tutto dicembre le condizioni meteo sono state abbastanza stabili con temperature miti e spesso al di sopra della norma che in molte località hanno raggiunto i 20°C.
Il primo “vero freddo” è arrivato il 18 di dicembre; una ondata di aria gelida che in 3-4 giorni ha fatto scendere i termometri sotto lo zero (circa 5°C in meno rispetto ai valori medi stagionali), con massime che non hanno superato i 10°C. Da segnalare, che a causa del cielo sereno o poco nuvoloso, in molte vallate si sono avute gelate notturne (-5,5°C Villa D’Agri, -2,4 Policoro, -4,5 Matera). Nei giorni successivi, l’arrivo di aria più calda ha determinato un incremento rapido della temperatura (circa 10°C), fino a portarsi a +7°C al di sopra della media stagionale.
Come detto prima, le precipitazioni sono state abbondanti e superiori alla norma in molti mesi dell’anno, fino a totalizzare uno scarto positivo, variabile dal 30 al 70% rispetto alla media. Le quantità registrate sono variate da un minimo di 510 mm del versante occidentale ad un massimo di oltre 2.000 mm sul versante tirrenico (fig. 2).
Fig. 2
precipitazioni tot 2009
Nella tabella 1, si riportano i quantitativi mensili ed annuali per i singoli punti di rilevazione.
Nella scorsa stagione, l’accumulo delle ore in freddo ha raggiunto degli ottimi livelli e quindi non sono stati segnalate disfunzioni fisiologiche che hanno determinato delle riduzioni di produzione.
In questo scorcio d’inverno invece, un significativo incremento dell’accumulo delle ore di freddo è cominciato solo dalla metà del mese di dicembre. Di fatti, con il metodo Utah, nel mese di novembre i valori sono stati molto bassi o addirittura negativi (Metaponto) e solo in dicembre l’accumulo è divenuto significativo. Nella fascia metapontina, dal 1° novembre al 31 dicembre con il metodo delle ore <7°C il valore accumulato è oscillato dalle 160 alle 250 ore a seconda delle zone altimetriche (maggiore nelle zone a minore altimetria), mentre con il metodo Utah le unità accumulate sono pari a circa 400.
E’ evidente che questo andamento climatico se da una parte ha favorito la semina dei cerali, la raccolta delle olive, degli agrumi e delle ortive, dall’altra invece, sembra aver influito negativamente sulla vite per i numerosi attacchi di peronospora, per la resa al frantoio delle olive, anche se le irruzione di aria fredda in settembre e ottobre hanno ridotto notevolmente gli attacchi di mosca. Da segnalare inoltre, che le temperature piuttosto fredde della prima parte dell’anno non hanno favorito l’anticipo di maturazione delle primizie; non sono state registrati danni da gelate.
Infine, da ricordare i violenti nubifragi, con grandine verificatisi in Val D’A gri e Metapontino alla fine di maggio, rispettivamente il 26 e 28 e nel Lavellese il 21 giugno.