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Andamento climatico Anno 2003

Analizzando i dati agrometeorologici, rilevati dalla rete di 41 stazioni elettroniche del S.A.L. che automaticamente monitorano il territorio regionale, emerge che il 2003 si è caratterizzato per i seguenti fenomeni climatici:

  • abbondanti precipitazioni del periodo autunnale ed invernale;
  • forte gelata primaverile;
  • calda e lunga estate.

Analizzando le precipitazioni, si rileva che nel 2003 sul territorio regionale sono state registrate ovunque quantità superiori alla media, con una notevole variabilità tra le varie zone in cui climatologicamente la Basilicata può essere suddivisa (vedi fig.1).

Infatti, mentre nella Valle del Mercure-Pollino ed alta Val D’agri si sono contati oltre 1.000 mm, nelle altre zone la piovosità è stata anche inferiore ai 600 mm.

La media delle precipitazioni suddivisa in aree climatologicamente omogenee è riportata nella tabella n.1; il dettaglio mensile ed annuale per ogni singola stazione è riportata nella tabella n.2.

Nel Metapontino, in particolare, che rappresenta una delle zone meno piovose ma anche tra le più floride della Basilicata, sono stati registrati 570 mm, ossia circa 70 mm in più rispetto alla media annuale (500 mm) dell’arco Jonico.

Elaborando i dati di pioggia, registrati presso la stazione agrometeorologica sita nell’AASD Pantanello di Metaponto, ed a loro volta confrontati con la media del periodo storico 1951-2002 (fig.2), si evidenziano i seguenti elementi:

  • la precipitazione totale annuale è stata di 584,2 mm;
  • gli scarti positivi e significativi dalla media sono stati registrati nei mesi di gennaio, settembre e dicembre;
  • gli scarti negativi e significativi dalla media sono stati registrati nei mesi febbraio, marzo e novembre;
  • il mese più piovoso è stato dicembre con 183,2 mm;
  • il mese meno piovoso è stato giugno con 1,6 mm.

Tuttavia, non deve essere dimenticato che nell’ultimo trimestre del 2002, abbondanti piogge sono state registrate ovunque, e, sempre nel Metapontino sono caduti oltre 324 mm a fronte dei 180 mm di media. Queste abbondanti piogge hanno colmato il deficit idrico accumulatosi nei due anni precedenti, ricostituendo abbondanti scorte idriche non solo negli invasi ma anche negli strati più profondi del terreno. Infatti, nella lunga e calda estate del 2003, nelle aree irrigue servite dai consorzi di bonifica, non sono stati registrati particolari problemi di erogazione idrica.

Per quanto concerne la temperatura , il 2003 è stato senza dubbio un anno che ha lasciato il segno per le sue “anomalie” (fig.2).

Infatti, a fronte di un primo periodo (gennaio) con temperature al di sopra della media, hanno fatto seguito febbraio, marzo e la prima parte di aprile, con temperature nettamente inferiori alla media stagionale, culminate con la gelata dell’8 e 9 aprile, quando, in molte aree (Alta Val d’Agri, Collina Materana, Alto Senisese e Lavellese), la temperatura minima ha fatto registrare valori anche di -5°C, mentre nelle zone costiere (Metapontino) la minima è stata di –2°C (tab. n.3).

Un livello termico che ha causato danni in maniera differenziata a seconda delle zone, poiché diverso era lo stadio fenologico delle colture. Una delle aree più colpite è stata il Metapontino e le fasce altimetriche minori del Materano e del Lavellese, poiché molte colture erano in stadi fenologici particolarmente sensibili agli abbassamenti termici (agrumi inizio ripresa vegetativa, drupacee inizio allegazione o fine fioritura, olivo ripresa vegetativa), riportando danni considerevoli nelle cv più precoci ed alle primizie in generale.

Nel periodo successivo, come riportato nella fig. 2, la temperatura ha avuto un incremento sostanziale, posizionandosi sempre al di sopra della media stagionale. In tutto il territorio regionale la media decadale delle massime ha superato i 30°C dalla 16 a alla 24 a decade (tab. n.3). In particolare, nel Metapontino, Materano e Lavellese tra il 20 giugno ed il 20 di agosto, sono stati contati oltre 20 giorni con temperature massime comprese tra i 37°C e 40°C.

Questa condizione climatica, ha di fatto aumentato la domanda evapotraspirativa dell’aria (ETo) facendo così registrare valori generalmente superiori alla media del periodo. L’e vapotraspirazione potenziale ha raggiunto valori considerevoli a partire dal mese di maggio, per poi ridursi significativamente a fine agosto.

Nel Metapontino, nelle aree irrigue del Materano, del Lavellese e del Senisese, l’ETo dei mesi di giugno, luglio e agosto è stata dai 6 ai 7,7 mm/g (fig. 3).

Una ulteriore conferma che nel 2003 la temperatura è stato il fattore dominante è stata fornita dall’analisi statistica con il metodo delle “ componenti principali”, che colloca il 2003 tra gli anni più caldi dell’ultimo ventennio, insieme al 1994, 2000 e 2001. In particolare queste annate sono state caratterizzate da valori più elevati di temperatura media e massima, ma anche di sommatoria termica (soglia 5 e 10°) e di escursione termica.

Pertanto, il 2003 si è caratterizzato per:

  • le temperature medie e massime più elevate della norma;
  • i fenomeni atmosferici estremi (piogge di elevata intensità e gelata primaverile);
  • le precipitazioni totali e stagionali superiori alla norma.

In conclusione, anche se il 2003 ha mostrato una tendenza opposta a quanto verificatosi negli ultimi anni, non va dimenticato che studi climatici a più ampia scala, hanno evidenziato nel bacino del Mediterraneo segnali di cambiamento climatico legati all’attività antropica. Infatti, l’analisi di lunghe serie storiche di dati, ha evidenziato che nell’ultimo ventennio nel Mediterraneo centro-occidentale e quindi anche in Basilicata, si assiste ad una riduzione delle precipitazioni pari a circa il 15% e ad una “tropicalizzazione” delle stesse, che tende a manifestarsi con violenti ed intensi temporali, (Colacino et al., 1997).