Dai dati agrometeorologici rilevati dal SAL, gestito dall’Agenzia in
collaborazione con la Metapontum Agrobios, emerge che il 2005 si è caratterizzato per i seguenti
fenomeni climatici:
-
inverno freddo e piovoso;
-
estate breve e molto “temperata”
-
autunno caldo;
-
irregolare distribuzione delle precipitazioni;
-
trend positivo degli eventi anomali.
Infatti, dopo un inverno particolarmente freddo e con precipitazioni spesso
intense, le temperatureraramente sono state più elevate della media stagionale
(fig. 1) . Le “ ondate di
calore” che frequentemente investono il Sud nel periodo estivo, quest’anno si sono fatte desiderare
ed hanno avuto sempre breve durata (2-3 gg), eccetto una a fine luglio. Il tutto, ha determinato un
generale ritardo dell’epoca di maturazione dei prodotti ortofrutticoli, quantificato in circa 7
giorni, con ripercussioni negative nel caso delle primizie.
Più in particolare, da gennaio a giugno la
temperatura è stata molto spesso al di sotto della media stagionale,
con gelate tardive a marzo (1, 2, 3, 12) che fortunatamente hanno arrecato solo qualche danno
localizzato. In primavera, si è avuta una elevata instabilità con temperature medie, che nel
metapontino raramente hanno superato i 20°C Un deciso aumento delle stesse, si è avuto solo a
partire dalla terza decade di giugno e per tutto luglio (periodo in cui sono state raggiunte le
massime annue più elevate). Successivamente, la temperatura è stata generalmente nella norma; non
sono mancati i repentini abbassamenti termici, in cui si è avuto un calo di oltre 10°C in 24 ore,
tanto da far assumere sia al mese di agosto che di settembre più le caratteristiche di un periodo
primaverile che estivo. Quindi un autunno, con temperature decisamente al di sopra delle medie
stagionali e poi, l’ondata di freddo del periodo natalizio (19,20,21) con gelate notturne anche nel
metapontino visto che le minime in alcune località hanno raggiunto –2 °C.
In definitiva, possiamo dire che il 2005 può essere archiviato tra gli
anni più “freschi” dell’ultimo ventennio.
Per quanto riguarda le
precipitazioni, il 2005 non è stato particolarmente abbondante come i recentissimi
anni, poiché le quantità registrate sono sostanzialmente nella norma, ma con una elevata
variabilità stagionale ed una forte localizzazione degli eventi (temporali).
Nel periodo invernale le precipitazioni sono state piuttosto abbondanti
(variando dagli 80 mm del metapontino ai 600 mm dell’area tirrenica), a cui ha fatto
seguito una primavera e buona parte dell’e state piuttosto siccitosa, salvo casi sporadici come la
violentissima pioggia mista a grandine (oltre 75 mm/ora) abbattutasi il giorno 24 maggio
nei dintorni di Policoro, provocando gravi danni alle colture e alle
infrastrutture. Le piogge sono ritornate ad essere abbondanti e “disastrose” in settembre (19-20) e
ottobre (7-8-9) con circa 200 mm nel solo metapontino. Anche il mese di dicembre è risultato
piovoso con un quantità media a livello regionale di circa 80 mm (figg.
2
,
3).
Maggiori dettagli, per ogni singola stazione, sono riportati nella
tabella n.1.
Per quanto riguarda
l’evapotraspirazione (ETo), considerato che le temperature non sono state
particolarmente elevate e ci sono stati frequenti temporali estivi, la stagione irrigua è stata
piuttosto breve e mai le esigenze idriche colturali sono state elevate; infatti, nelle aree interne
del Materano, valle del Bradano e nelle aree irrigue del Metapontino raramente l’ ETo ha superato
gli 8 mm/giorno.
Infine l’
umidità relativa, attestatasi quasi sempre al di sopra della media stagionale, in
particolar modo nel periodo che va da fine agosto alla prima decade di novembre con valori medi
compresi fra l’80 ed il 90% a causa della persistenza di nebbie e della scarsa ventilazione.
In conclusione, possiamo dire che il 2005 ha mostrato una tendenza all’aumento
delle escursioni termiche, ed una parziale controtendenza a quelli che sono i risultati dei recenti
studi climatici effettuati nell’area del Mediterraneo, dove in generale si registra sia una
riduzione delle precipitazioni (circa il 15%) e sia un aumento del numero degli eventi estremi
(alluvioni, trombe d’aria, siccità ecc.).
A tal proposito, da una prima analisi statistica degli
eventi esterni registrati in Basilicata, dal ‘96 ad oggi, si contano 14 piogge con
quantità superiore ai 50 mm/ora (Metaponto, Policoro, Scanzano, Senise, Matera, Lavello, Nemoli),
che, se sommati agli eventi verificatisi in zone limitrofe (Cassano M., Foggia, Palagiano,
Soverato, Sarno, ecc.), confermano il cambiamento climatico in atto che sempre più si manifesta con
danni all’agricoltura e alle infrastrutture in generale.