
Per quanto riguarda la produzione di energia elettrica, un contributo significativo proviene
attualmente dagli impianti di captazione e di utilizzo del biogas (50% metano, 50% CO2) prodotto
dalla fermentazione anaerobica della frazione organica dei rifiuti conferiti in discarica.
Una spinta alla realizzazione di questi impianti è stata generata dal provvedimento Cip 6/92
sulla base del quale sono stati autorizzati impianti per circa 100 MW.
Il decreto legislativo 22/97 sui rifiuti si basa sulla raccolta differenziata e dà la
possibilità di produrre combustibile derivato dai rifiuti, mentre il ricorso alla discarica è
previsto solo per le sostanze inerti o inertizzate. Tuttavia, già lo sfruttamento del biogas
prodotto dalle discariche attuali rappresenta comunque una significativa opportunità energetica e
ambientale Allo stato attuale, considerando che il biogas viene prodotto nella misura teorica di
200 m3/t di rifiuto e che il processo si compie in 20 anni, velocemente all’inizio e lentamente
alla fine, la potenzialità teorica complessiva lorda di tutte le discariche italiane sfiorerebbe i
1000 MW. In realtà solo una frazione di questa, valutabile in circa il 30%, può essere utilizzata
per fini energetici sia per le inevitabili dispersioni di biogas che per la non economicità ad
estrarre biogas per fini energetici nei periodi finali. Poiché gran parte di questa potenzialità è
concentrata in discariche medie e grandi, appare realizzabile un obiettivo di ulteriori 200-300 MW
al 2008-2012.
Per approfondimenti si veda la scheda allegata.