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(Mele Giuseppe - July 21, 2010 ) - TUTTE LE CIFRE DEL BIO

Rapporto Sinab sull’andamento del biologico nel 2009

Dall’analisi completa dei dati forniti al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali dagli Organismi di Controllo (OdC) operanti in Italia al 31 dicembre 2009, sulla base delle elaborazioni del SINAB – Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica, risulta che gli operatori del settore sono 48.509 di cui: 40.462 produttori esclusivi; 5.223 preparatori (comprese le aziende che effettuano attività di vendita al dettaglio); 2.564 che effettuano sia attività di produzione che di trasformazione; 56 importatori esclusivi; 204 importatori che effettuano anche attività di produzione o trasformazione.
Rispetto ai dati riferiti al 2008 si rileva una riduzione complessiva del numero di operatori del 2,3%.
La distribuzione degli operatori sul territorio nazionale vede, come per gli anni passati, la Sicilia seguita dalla Calabria tra le regioni con maggiore presenza di aziende agricole biologiche; mentre per il numero di aziende di trasformazione impegnate nel settore la leadership spetta all’E milia Romagna seguita dalla Lombardia.
La superficie interessata, in conversione o interamente convertita ad agricoltura biologica, risulta pari a 1.106.684 ettari, con un aumento rispetto all’anno precedente circa del 10,4%. Il principale orientamento produttivo è la cerealicoltura. Un’ampia percentuale è rappresentata poi da foraggi, prati e pascoli. Seguono, in ordine di importanza, la superfici investite ad olivicoltura e a viticoltura.
Per le produzioni animali, distinte sulla base delle principali specie allevate, i dati evidenziano un decremento del numero di capi in particolare per quanto riguarda il pollame, le pecore ed i maiali, ossia gli allevamenti che avevano registrato una forte crescita lo scorso anno.

Per quanto riguarda la Basilicata, il calo delle aziende iscritte all’Albo Regionale delle Aziende Biologiche (pari al 19,3%, ovvero da 4.155 aziende a 3.352) è legato all’esaurimento del vecchio bando e al rinvio del successivo. Ad ogni modo coesistono, da un lato, la riduzione del numero di aziende, e dall’altro, l’aumento costante del numero di quelle licenziatarie che valorizzano il prodotto con il marchio biologico.
Il settore si presenta quindi strutturato in due comparti: quello delle imprese che orientano le scelte sostanzialmente sulla base degli incentivi e quello delle imprese orientate al mercato, che è in fase di sviluppo nonostante la non facile contingenza economica.

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