Centinaia di imprenditori agricoli e i massimi dirigenti Coldiretti Basilicata si sono riuniti
presso l’Hotel Palatinum di Metaponto per presentare i danni del maltempo.
Si sono riuniti oggi, presso l’hotel Palatinum di Metaponto, centinaia di imprenditori
agricoli e i massimi dirigenti di Coldiretti Basilicata e di Coldiretti Taranto per fare un
bilancio dei danni, esporre le problematiche e le criticità che stanno attraversando e proporre
agli organi governativi le strategie atte a far ripartire il settore primario lucano. Dai
sopralluoghi effettuati, questi i primi numeri della catastrofe:
- Colture Ortive: le superfici interessate dalle alluvioni sono di circa ha 100.00.00- 150.00.00
circa;
- Colture protette (Fragole): superficie colpita compresa tra gli Ha 80.00.00 - 100.00.00 circa.
Danneggiato il 50% della produzione. Circa Ha 30.00.00 non più produttivi;
- Agrumeti: per una superficie di Ha 110.00.00 circa;
- Vigneti: per una superficie di Ha 20.00.00 circa;
- Seminativo: per una superficie di Ha 1500.00.00. Le cause sono state: azione di acque e detriti
che hanno provocato sul terreno depressioni, canali, erosioni e smottamenti;
- Oliveti: per una superficie di Ha 30.00.00 oltre ;
- Frutteti: per una superficie investita pari a circa Ha 100.00.00.
Ingenti i danni anche al comparto zootecnico. Gli allevamenti, oltre ad aver riportato danni
alle stalle, alle sale mungitura, ai paddok e ai fienili, hanno perso un gran numero di animali
annegati e scorte di mangime, fieno e derrate alimentari. A questo primo bilancio, bisogna
aggiungere i danni strutturali riportati dalle aziende agricole, quelli riportati dagli impianti
aziendali, dalle macchine, dalle attrezzature e la perdita di sementi, teli, concimi e piantine da
trapianto.
Questo è solo un primo report. Le perdite causate dalla catastrofe alle aziende agricole sono
destinate a crescere. I danni alle colture sono imputabili non solo alle eccezionali piogge ma al
permanere delle acque sui terreni interessati dall’alluvione, rimasti sott’acqua per giorni.
Le colture presenti in campo (ortive, cerealicole e foraggere), sottoposte all’azione dei
ristagni idrici sicuramente andranno perse. I danni alle colture arboree, si potranno stimare solo
con la ripresa vegetativa e la successiva fase di fioritura e allegazione dei frutti. Nell’i
mmediato si sono comunque manifestate diverse sintomatologie da imputare sia all’azione di
stagnazione delle acque (asfissia radicale, stress idrico, dilavamento del terreno, apporto di
melme), sia a squilibri fisiologici causa di filloptosi fogliare e di conseguenza, florale. L’a
zione stagnante delle acque, inoltre, impedisce agli operatori di raggiungere fisicamente le
aziende per intervenire al fine di evitare l’insorgenza di fitopatie. Le colture ortive prossime
alla raccolta (finocchio, cavoli, carciofi, insalate, fragole, fave ecc...) sottoposte all’azione
ristagnante delle acque e della melma, sicuramente non saranno commercializzabili. Inoltre, il
permanere di questo stato andrà a squilibrare la fisiologia della pianta rendendola più
suscettibile all’insorgenze di necrosi e muffe (peronospora ed oidio) elevando lo scarto
produttivo. Un vero bollettino di guerra per le aziende agricole.
Sono intervenuti: il Presidente Coldiretti Basilicata Piergiorgio Quarto, il Presidente
Coldiretti Potenza Saverio Dalessandro, i Direttori Coldiretti Basilicata e Taranto, Brillante e
Carbone, i Senatori Bubbico, Latronico e Chiurazzi, l'On. Viti, i presidenti di sezione Coldiretti
delle zone colpite dall'alluvione, Esposito, Abbatepaolo, Taliero e Laguardia e i sindaci di
Policoro, Rotondella, Scanzano, Castellaneta, Bernalda e Craco.
“Nei mesi e negli anni scorsi- ha affermato il Presidente Coldiretti Basilicata Piergiorgio
Quarto- abbiamo più volte chiesto agli organismi regionali di prendere repentini provvedimenti per
prevenire disastri di questa portata. Manutenzione e rinforzo degli argini, pulizia costante dei
letti dei fiumi, dei canali di bonifica e la messa a punto di un efficace Piano regionale di
sicurezza idrogeologica, avrebbero potuto contenere il disastro. I danni di quest’inondazione,
purtroppo evitabile, sono enormi e destinati ad aumentare nel tempo. Ora bisogna agire perché gli
imprenditori agricoli non possono pagare lo scotto di farraginosi meccanismi burocratici.
Accogliendo l’invito del Presidente del Consiglio Regionale Vincenzo Folino, Coldiretti Basilicata
ha già redatto un documento che verrà sottoposto all’attenzione dei consiglieri regionali Lunedì 14
Marzo nella seduta del Consiglio Regionale.”